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Oggi palazzo valentini si è colorato di suoni e colori e sorrisi diversi
dal
solito: facce e mani nere nere incrociate a sorrisi bianchi bianchi..
Sono
arrivati puntuali con le faccette stanche x il lungo viaggio ma sempre
sorridenti i ragazzi di nairobi...eleganti nei modi dolci educati e
vestiti
come i nostri di ragazzi..non fosse stato x il colore della pelle e
l'assenza di cellulari tra le dita li avresti presi x tanti di questi
ragazzi occidentali....e abbracciati a loro sono arrivati: mano nella
mano
occhi negli occhi sembravano una scolaresca in gita, della stessa classe
dello stesso cuore della stesso paese: ma loro no, non sono dello stesso
paese. Loro vengono da un continente chiamato africa, da un paese
chiamato
kenia, da una città chiamata nairobi; non vivono in quartieri ma in
slum,
anzi in uno slum chiamato deep sea: non hanno case ma baracche; non
studiano
in una scuola ma in un prefabbricato, non mangiano il ben di dio ma
semplicemente quello che hanno. Però hanno colori odori suoni dolori
cuori
diversi...unici. E se li portano addosso con una leggerezza che non si
può
descrivere...ma solo vivere.
Io non conoscevo quei ragazzi se non dal racconto e dalle foto fatti dai
nostri studenti mandati in esplorazione in quei luoghi con
l'associazione
Afrika sì x quel gemellaggio che avevo voluto così tanto: "che non sia
il
solito viaggio-incontro mordi e fuggi che ti lascia il cuore e gli occhi
un
pò malconci e poi via ognuno x la propria strada,x la propria vita"- mi
ero
raccomandata-: "che lasci qualcosa, che continui nel tempo, che si
intreccino vite culture amori...vi prego" ..e così è stato.
Ad agosto i nostri ragazzi già accuratamente selezionati da una equipe
di
psicologi e operatori si recano nello slum, lì ai confini del mondo
civile,
dove vivere nella povertà e nell'immondizia sembra il solo modo di
vivere;
e
come è naturale che sia si innamorano di quei ragazzi, di quei posti, di
quegli odori; giocano con loro scherzano con loro piangono con loro:
anzi
i
nostri piangono e loro sorridono forti, belli, fieri; ballano cantano a
squarciagola akuna matata e alla fine si salutano con il groppo alla
gola.
Ma con la promessa di rivedersi presto.
E così accade: xchè il progetto non spezza il filo rosso di questa
amicizia:
lo estende fino a dicembre, fino a chissà quando....ed oggi loro sono
tornati. Dopo innumerevoli fatiche e mie telefonate e lettere accorate
alla
NOSTRA ambasciata, alla LORO ambasciata xchè li lasciasse uscire da
quello
slum: almeno x 10 giorni. Ci siamo riusciti, con la caparbietà di chi
crede
in qualcosa e vuole che quella cosa abbia vita. Oggi li ho finalmente
conosciuti, abbracciati, baciati. Mi sono emozionata a vederli sorridere
e
scambiarsi effusioni con i nostri ragazzi. In silenzio, composti, hanno
ascoltato il mio benvenuto, rilasciato interviste, fatto foto di gruppo.
In
silenzio hanno visto il filmato girato nello slum dai loro amici bianchi
e
da loro commentato con parole tanto belle, tristi e forti: hanno visto
il
loro inferno quotidiano passare trascorrere su uno schermo bianco, però
così' pieno di amore...roba da farti scappare il cuore dal petto e
rincorrerlo x tutta la sala....
Lorenzo, un nostro ragazzo, seduto accanto a me guardava e piangeva ed
io
lo
abbracciavo con tenerezza e piangevo anche io. A dire il vero tutti
piangevamo, chi sommessamente chi meno: ragazzi bianchi ragazzi neri
giornalisti operatori..Alessandra, la loro bella e grande mamma
italiana...
Sembrava una seduta catartica. Ma ci ha fatto bene.. ci sentivamo tutti
più
leggeri dopo...più puliti , semplicemente migliori. Poi hanno parlato
loro,
i ragazzi di Nairobi e ci hanno raccontato la loro felicità di essere
qui,
a
Roma, loro che non sono usciti neanche mai da nairobi; di rivedere i
loro
amici bianchi, di poter studiare e crescere ed arricchirsi di nuove
gioie.
Dopo hanno cantato e ballato dentro l'austera sala di liegro della
provincia
abituata ad ospitare convegni premiazioni e filmati, dove forse mai si
era
vista una cosa del genere. E d'improvviso non era più austera quella
sala:
era piena di suoni e voci urlanti e anche le tende di broccato e le
sedie
di
velluto e il grande pomposo tavolo sembravano muoversi al ritmo di quei
suoni di Africa... con i commessi che incuriositi da quegli insoliti
rumori
facevano capolino x capire cosa stesse succedendo in quella sala sempre
così
composta...chissà cosa avrannno pensato a vedere ballare quel bianco
quel
nero, e un assessore con loro......e poi uno "Special gift" che si
riserva
di solito agli ospiti illustri e che io ho voluto regalare loro: la
visita
agli scavi di palazzo valentini inaugurati di fresco...una visita
esclusiva:
ritagliata nella sola mezzora che l'agenda di oggi gli concedeva. E loro
a
guardare con il naso in su gli affreschi i mosaici i muri antichi delle
terme e la ricostruzione multimediale di piero angela che rende tutto
così
magico e suggestivo. Persino la archeologa severa che ci scortava alla
fine
si è commossa di quella commozione generale..
Mercoledì li porterò anche all'udienza del papa mercoledì.. loro che
sono
cattolici convinti....ma la visita di oggi che meraviglia...."Grazie di
questo sogno speciale" mi hanno detto salutandomi con le lacrime agli
occhi.
Ma grazie sono io a dirlo a loro. A loro che non chiedono ma raccolgono
con
tanto amore quanto gli si dà. Grazie di essere qui a rendere più
accogliente
x qualche giorno questa nostra grigia città dove i barboni muoiono di
freddo
x strada e a un extracomunitario può capitare di essere aggredito solo x
essere EXTRA.
E grazie ai nostri ragazzi degni di loro: belli fuori e dentro e con
quegli
occhi sempre lucidi, grazie x quelle mani bianco nere sempre
intrecciate,
x
quei continui scambi di affetto e sorrisi, x le parole tradotte subito
in
inglese x non farli sentire "fuori" dal gruppo..
Lorenzo Lorenzo Alessandro Alessandro Matteo Asia Ewa Martina Valeria
Giorgia Lavinia... Che belli che siete. Che gioia mi date, io che non
sono
vostra madre ma sarei fiera di esserlo, x quello che siete, x quello che
rappresentate, x l'immagine di una gioventù sana vera accogliente fiera
che
proiettate su questi cieli plumbei di oggi...oggi è accaduto un piccolo
miracolo. Non hanno danzato solo le tende e le sedie e il tavolo con voi
oggi.
Oggi con voi ha danzato l'umanità. La più bella che io abbia
conosciuto...
VVTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTB PAT

Tutti nel mio ufficio ..

I MESSAGGI:

Brava Patrizia! Finalmente tra tanto fango che ci circonda, e non solo per la pioggia, vedo
qualcosa di bello. Grazie per quello che hai fatto e per quello che fai.

Una riflessione molto più bella del mio articolo. Fa piacere sapere che ci sono in giro persone che si occupano della cosa pubblica, detto in politichese, capaci di tali slanci. Se posso, però, vorrei dire che solo da una donna poteva venire un tale impegno e caparbietà. Complimenti. Un saluto

cara Pat. non piango ma sono commossa per tutto ciò che racconti e soprattutto come lo
trasmetti. Mentre scorrevo le tue righe vivevo, incontravo i volti e gli sguardi di questi giovani percependo lo spirito, l'anima che ha volato libera dalle sofferenze ed ingiustizie sociali e mondiali. Trovo che è già un piccolo libro di molti messaggi che invii a tutti noi. Sono sempre più fiera di te e quando penso a come debbono essere i politici e le donne penso
a te. Faccio girare tuo scritto e foto e più di sempre ti voglio tanto ma tanto bene.

Cavolo Patrizia sei davvero forte !!! Sapevo di questa bella iniziativa da FB, ma tu con le tue parole sei riuscita a farmi emozionare, non ho pianto, ma la pelle d' oca mi è venuta...sarei davvero voluto stare insieme a voi a ballare e cantare nella sala "di liegro" !!! Ti ringrazio per i momenti di felicità, serenità, sorprese che stai dando a questi stupendi ragazzi che hanno come unico loro torto di essere nati a Nairobi...e spero naturalmente come te che l' aiuto non si fermi con questa iniziativa o con qualche viaggio da loro con cibi, vestiti, materiale scolastico...ma che sia duraturo nel tempo e che almeno loro non si sentano più abbandonati in questo mondo che mi fa sempre più schifo !!!
Anche io nel mio piccolo faccio qualche cosa.
Un mio amico è riuscito ad aprire un centro di accoglienza in Ghana ad Accra, per ora riesce a mantenere 13 bambini di età compresa tra i 3 e 13 anni, facendogli fare una vita quasi normale...naturalmente tutto è affidato alla buona volontà di chi da il proprio aiuto sia manuale che finanziario...io nel mio piccolo gli sto dando una mano e spero tanto che anche noi un giorno riusciremo a portarli a Roma, ove sono certo gli riserverai la stessa accoglienza dei ragazzi di Nairobi :-)
mi raccomando mio futuro "primo ministro" non mollare mai e cerca di pensarmi poco poco di più, ancora mi devi dare il tuo libro con una bellissima dedica eh eh eh

Questa è la Patri che adoro! E' la cosa più bella che hai fatto ed è anche la cosa più bella che hai scritto.

Cara Pat il tuo racconto ha fatto emozionare anche me. Pensa che proprio lunedì, per lavoro, conoscerò Ebenazar, un bambino del Gana che ha perso una gamba a causa di un'infezione e che è in Italia, al San Raffaele, per imparare a usare la protesi e camminare senza stampelle. Il nome del progetto Tuku pamoja è lo stesso di un'associazione che aiutai agli inizi del 2000. Ricordo che all'università raccogliemmo dei soldi vendendo magliette e prodotti artigianali creati dalle stesse persone del villaggio... poi non ci siamo più sentiti purtroppo. Mi sarebbe piaciuto essere lì con voi a cantare e ballare! Avrei pianto anche io, queste esperienze mi toccano profondamente, grazie di avermi coinvolto.

Grazie per l'ottimo risveglio e complimenti per l'eccellente iniziativa.
E' anche un bel segnale in un momento particolare, come quello delle vicine
festività natalizie, dove il consumismo e l'egoismo prendono il sopravvento sul
vero spirito "religioso" che, al di là del proprio credo o della religione
professata, ci dovrebbe pervadere anche come aiuto o solidarietà verso il
prossimo. In generale credo che di iniziative belle come questa, dovrebbero
essercene di più, anche per contrastare la dominanate cultura xenofoba e
razzista che si sta affermando nel nostro Paese e contro l'egoismo di società
opulente come la nostra nei confronti dei paesi poveri e dei più deboli. Una
riaffermazione di Roma "città aperta" come noi vogliamo che sia.

Brava Pat, bella iniziativa, .......anch'io mi sono commosso leggendo la Tua riflessione sull'incontro.

Con i ragazzi di Nairobi