Ostia. Le evidenze della città nascosta
Giuseppe Pullara
Corriere della Sera - Roma 7/6/2009
Sono pochi i romani, forse meno dei turisti, a conoscere la Pompei sulle rive del Tevere, Ostia Antica. La visita degli scavi, specialmente se raggiunti dopo un viaggio fluviale da Ponte Marconi, è straordinaria. Attorno a cardo e decumano si sviluppa ancora oggi una piccola città di teatri, luoghi di culto, negozi, case (una alta tre piani): quasi il completamento delle vestigia auliche dell'Urbe. Pochissimi i visitatori ammessi nei giorni scorsi ad apprezzare i tesori di «Roma nascosta», un itinerario di preziosa archeologia sotterranea, dalla necropoli di Santa Rosa all'auditorium di Mecenate, una trentina di siti carichi di significato e altrettanto sconosciuti dal pubblico.
Le autorità civiche da tempo annunciano la valorizzazione di Ostia, per quanto attiene alle loro competenze. Ed ora promettono che l’appuntamento per la visita alla città ipogea diverrà annuale, con progressivo ampiamento del numero dei luoghi da visitare. Rispetto alle potenzialità di utilizzazione turistica sia di Ostia Antica sia della Roma sotterranea lo stato attuale delle cose e gli impegni stessi per il futuro appaiono del tutto inadeguati. Rendere molto agevole, oltre che romantica com’è oggi, la visita degli scavi ostiensi dovrebbe essere un impegno prioritario: oggi sembra che ci si limiti a non ostacolare la curiosità del turista per il prezioso sito. Quanto alla Roma «nascosta » sembra dover mantenere il suo destino perché una settimana all'anno non basterà certo a farla conoscere alla massa dei turisti che scelgono Roma.
Investimenti economici e soprattutto piena fiducia in un progetto organico di valorizzazione di questi due bacini culturali sono indispensabili per poter pensare di attrarre nuovi turisti lasciando perdere bizzarrie come la Formula 1 o la «disneyland » sulla Roma imperiale. Oddio, optare per i bolidi a 24 cilindri o per il carnevale SPQR non è illegale. Ma appare più sensato che questa nostra città punti su asset più coerenti con la propria storia, la propria immagine. I tanto attesi cinesi voleranno qui per vedere i marmi, non il cartongesso, per sentire le campane non il rombo dei super-motori.