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Venerdì 19 Giugno 2009

di CARLA MASSI

Roma/La Provincia: macchinette automatiche negli istituti superiori
I profilattici? Distribuiti a scuola



ROMA - Macchinette come quelle che sono fuori delle farmacie. Per comprare profilattici anche a scuola. Per provare a sostenere, così, un campagna di prevenzione anti-Aids e di educazione sessuale. La Provincia di Roma ha votato la mozione e, dal prossimo anno, nei corridoi di licei e istituti superiori potremmo già trovare i distributori a gettone. La mozione è passata con 19 voti favorevoli (13 Pd, 3 Sinistra e libertà, 1 del Pdl, il vicepresidente della Provincia Francesco Petrocchi, 1 Gruppo misto e 1 Idv), 7 contrari (Pdl) e un astenuto (Destra). «A settembre gli studenti avranno questa opportunità - spiega Nicola Zingaretti presidente della Provincia di Roma - oltre a corsi sulla legalità, sulla memoria, sulla creatività e sull’educazione ambientale».
Tempo dell’ultimo sì nel consiglio provinciale ed è partita la bagarre: no di alcuni scienziati, politici Pdl divisi, studenti interdetti, cattolici schierati contro. «Credo che per contrastare l’Aids - commenta il viceministro della Salute Ferruccio Fazio - tutti i mezzi siano utili. C’è una ridotta percezione del rischio che potrebbe portare ad una recrudescenza della malattia. Va combattuta con campagne di informazione e con tutti i mezzi a disposizione, compresi quelli messi in campo dalla Provincia di Roma». «Un’iniziativa positiva» stigmatizza Cesare Cursi, responsabile Sanità del Pdl. Visione esattamente opposta quella dell’assessore alle Scuole del comune di Roma, Laura Marsilio (Pdl) secondo la quale «i distributori rischiano di dare un messaggio sbagliato e di non raggiungere l’obiettivo». Fernando Aiuti, l’immunologo che tra i primi in Italia si occupò di Aids all’inizio degli anni Ottanta e oggi presidente della commissione Sanità del Comune di Roma frena: «A scuola non si va per fare sesso, dunque sono contrario all’installazione. Appena fuori dalle scuole però sono favorevole». La psicologa Anna Oliverio Ferraris, psicologa che si definisce «laica al 100%», boccia la distribuzione. «Avrei preferito corsi di educazione sessuale», suggerisce. Ancora no dal Moige, il Movimento italiano genitori, e dall’Azione Cattolica. Sì dal circolo omosessuale Mario Mieli, dagli studenti della sinistra (l’Unione degli studenti), contari quelli di Azione studentesca vicina alla destra.
Certo che è che gli addetti ai lavori, prime le associazioni delle persone sieropositive, sono allarmati per la scarsa consapevolezza dei giovanissimi rispetto all’Aids. La considerano una malattia «che si cura» e, nella maggior parte dei casi, non riescono a percepirla come un’infezione grave da cui proteggersi. «Dicono che si tratta di una patologia africana - fa sapere Rosaria Iardino, presidente di Nps, Network italiano di persone sieropositive -, sono convinti che la pillola anticoncezionale tenga lontano anche il virus. Ripetono che è un male che guarisce. Quando andiamo a fare campagne di prevenzione nelle scuole mostrano incoscienza e, purtroppo, molta arroganza nel loro non sapere. Non hanno informazioni né a scuola, né in famiglia né dal medico di famiglia». Proprio per sensibilizzare le nuove generazioni Nps, con il patrocinio dei ministeri della Gioventù e delle Pari opportunità, ha indetto un concorso per ragazzi tra i 16 e i 26 anni: girare uno spot di 40 secondi audio o video sulla prevenzione dell’Aids (informazioni su www.hivideo.it). Dal 21 giugno, su All Music e Radio Deejay, nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione, andrà in onda uno spot diretto e interpretato da Giorgio Pasotti con Martina Stella, Claudia Pandolfi, Anna Safroncik, Pietro Taricone e Vincenzo Cantatore.