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Berlusconi the builder ‘fixes it’ - The Italian prime minister is doubling the size of his villa outside Milan, to the outrage of locals (Berlusconi il costruttore ‘si sistema’ - Il primo ministro Italiano sta raddoppiando le dimensioni della sua villa alle porte di Milano, senza tenere conto dell’indignazione delle opposizioni locali): così titolava il prestigioso giornale londinese ‘The Times’, che insieme al tedesco ‘Suddeutsche Zeitung’, ai quotidiani italiani la Repubblica, il Corriere della sera, la Stampa, il Giorno e l’Avvenire ed ai periodici locali il Giornale di Vimercate, il Cittadino e l’Esagono davano rilievo alla notizia dell’approvazione, avvenuta in Consiglio comunale lo scorso 21 luglio, della variante urbanistica da parte della società ‘Idra’ (società della famiglia Berlusconi intestataria delle proprietà immobiliari), che consentiva l’edificazione di una nuova mega villa vicino alla esistente Villa San Martino.

http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/article4449215.ece

Il clamore sollevato era derivato dalle modalità con cui si consentiva la variante, che riguardava il cambio di destinazione di circa 5.000 metri quadri inizialmente previsti per la realizzazione della Fondazione Luigi Berlusconi, per una pinacoteca ed un museo privati e per locali ad uso foresteria, tali modifi che lasciavano al minimo le funzioni principali trasformando il resto, circa 3.300 metri quadri, in residenza. Tutto in ventiquattro ore, così si può riassumere l’iter di approvazione, infatti lunedì 21 luglio si è discusso l’argomento in Commissione ed il giorno successivo vi è stata l’approvazione in Consiglio comunale: a nulla sono serviti i nostri tentativi per consentire una discussione in un tempo più congruo, si aveva fretta ed il tutto doveva essere approvato in tempi rapidi. Mentre gli arcoresi aspettano da oltre due anni l’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio (PGT), a Berlusconi è consentita una variante sostanziale che stravolge i parametri urbanistici previsti, in questo modo non tutti i cittadini sono uguali e si usano due pesi e due misure. Ma il vero scandalo non è tanto nelle modalità e nei tempi di approvazione, bensì nel merito della questione, infatti si rinuncia alla cessione di un’area standard di circa 2.500 metri quadri, prevedendone la monetizzazione; tutto ciò rappresenta un grave danno per la collettività arcorese, in quanto la non cessione dello standard compromette la realizzazione del piano di recupero sull’area adiacente, così come previsto dal piano realizzato dal famoso architetto Mario Botta ed approvato all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2002, con il voto favorevole dell’attuale Sindaco Rocchini e per il quale il Sindaco stesso in una lettera di un anno fa diceva "io farò di tutto perchè questo progetto abbia fi nalmente la sua evoluzione defi nitiva" (alla faccia della coerenza signor Sindaco!). Nel Consiglio comunale dello scorso 27 novembre il piano è stato approvato defi nitivamente e nessun benefi cio è previsto per i cittadini arcoresi oltre il normale pagamento degli oneri di urbanizzazione e per la monetizzazione dello standard non ceduto, ciò è stato ‘vantato’ dai nostri amministratori come una conquista, il giusto dovuto è stato scambiato come chissà quale benefi cio (poveri noi!).

Noi abbiamo cercato in tutti i modi di opporci presentando una osservazione che, in via principale non permettesse la monetizzazione, ed in via subordinata preve desse una contropartita di 3.000.000,00 (tre milioni) di euro, che permettessero il recupero conservativo (rifacimento del tetto, degli infi ssi, della facciata e della parte interna crollata) di Villa Borromeo. Il Sindaco, la Giunta ed i Consiglieri di maggioranza hanno praticamente fatto scena muta, hanno supinamente ‘obbedito’ senza colpo ferire, hanno solo genericamente parlato di possibili ‘regali’, che nulla hanno a che fare con una seria e trasparente politica urbanistica, ma che assomiglia molto al rapporto di tipo medioevale tra il signorotto locale ed i suoi sudditi. Non è stato neanche chiesto il semplice arretramento della cabina dell’Enel (a servizio della proprietà Idra così come risulta dalla concessione edilizia) che invade la pista ciclabile di via Monte Bianco: in tal senso abbiamo fatto al Sindaco una istanza urgente che non ha sortito alcun effetto. Questa volta, l'inchiesta comunque richiesta da alcuni membri dell'opposizione sulle modalità di ottenimento della licenza edilizia si bloccherà perchè c'è comunque il lodo Alfano e quindi l'immunità garantita." (Beniamino Redaelli Fausto Perego) Estratto da ARCOREXTE (notiziario del comune di Arcore).