www.patriziaprestipino.it

A lezione negli slum del Kenya. Insieme per crescere: Italia e Kenya.

O meglio, Roma e Nairobi. Insieme, nell'iniziativa dell'assessorato allo Sport e alle politiche giovanili della provincia di Roma, guidato da Patrizia Prestipino, che vuole promuovere scambi culturali con l'Africa. Un modo per far capire agli studenti romani la realtà, gli usi e i costumi di un paese lontano e con uno stile di vita molto diverso dal loro, con tante situazioni di degrado e di povertà estrema, di devianza e di emarginazione. E, al contrario, un modo per far conoscere ai giovani kenioti le bellezze di Roma, le politiche per la promozione della salute pubblica e per la tutela ambientale. Così, durante la scorsa primavera, nelle scuole superiori di Roma e provincia sono stati selezionati sedici studenti (otto ragazze e otto ragazzi) che proprio in questi giorni sono partiti alla volta della baraccopoli «Deep Sea» e dell'Assumption sister center di Nairobi dove, grazie all'associazione Afrikasì onlus hanno incontrato giovani africani. E con loro stanno partecipando a seminari, visite culturali nella capitale, nel suo tipico mercato artigianale, nelle piantagioni di caffè e di the. Un'esperienza che comprende anche un tour nella cucina, nelle danze e nei ritmi africani. In inverno poi sarà il turno degli studenti africani, che verranno a Roma per completare lo scambio culturale, e parteciperanno agli incontri nelle varie scuole e assisteranno alla mostra fotografica "Life is Slum". Visiteranno Roma e i Castelli e saranno gli ospiti d'onore della cerimonia di chiusura, con balli e canti africani, nel liceo scientifico Morgagni.
Clarida Salvatori

Il Corriere della Sera 30/08/09

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

I commenti:

 

Cara Pat
finalmente qualcuno che parli di integrazione, rispetto e nobili
sentimenti soprattutto in relazione agli adolescenti. Massacrati dai
media, sia nel senso che sono costantemente bombardati da
contenuti-spazzatura, sia nel senso che di loro ci si accorge solo
quando sono delinquenti, o stupratori, o poveri deficienti.
Eccoli qua, 16 ragazzi che son partiti, ma con molti altri che avranno
seguito il progetto da vicino. Bravi!
Grazie Pat, speriamo che tra questi giovani ci sia un futuro leader
che magari tra qualche anno levi spazio a qualche padano della Lega!
Baci, R.

 

Finalmente uno scambio interculturale vero, invece dei soliti “soggiorni premio” a londra, Madrid o sidney. Un applauso di cuore  a te Patrizia che ti sei fatta promotrice di questo progetto e soprattutto ai ragazzi che hanno partecipato

Finalmente leggiamo qualcosa che rinnova nei nostri animi speranza ed energia.
Non eravamo - quasi - più abituati a vedere attività tese alla conoscenza di culture lontane dalle nostre, al dialogo, al rispetto.
Lo scambio interculturale fra Roma e Nairobi è davvero un bellissimo momento di condivisione di esperienze e di allargamento dei nostri orizzonti culturali. Immaginare questi giovani studenti, così desiderosi di voler vivere quest'esperienza di scambio, ci trasmette fiducia in un momento difficile per la nostra società.
Troppe le voci che gridano beceramente contro il "diverso", troppi i tentativi di emarginazione attuati da chi, grossolanamente, percepisce il proprio io come migliore di fronte agli altri.
Per questo, iniziative del genere sono indispensabili per riportare i valori della conoscenza, del rispetto e della cultura, al centro della formazione delle nuove generazioni.
Così, il bieco nero provocato dall'intolleranza e dalla non-cultura è magnificamente sopraffatto dal gioioso nero della pelle dei nostri amici africani.
A te, Patrizia, ed a tutti quelli che hanno collaborato per la riuscita dell'iniziativa, il mio grazie. Da cittadini romani, e da cittadini del mondo,accoglieremo i ragazzi di Nairobi a Dicembre, sempre più convinti che la cultura ed il rispetto siano i colori più belli per disegnare il mondo del futuro.

 

Buona l'iniziativa , in particolar modo in quasto momento di possibile sviluppo di tendenze contrarie.
Credo sia importante diffondere il più possibile il messaggio e l'esperienza fatta dai ragazzi.
Penso sia utile che i sedici liceali diventino a loro volta messaggeri della loro esperienza presso le altre scuole romane, così da fare sentire tutti appartenenti ad un progettu globale ,.
Potresti organizzare incontri tra loro e le altre classi di altre scuole oppure un incontro aperto a livello municipale in collaborazione con il provveditorato.
Potrebbero mettere nero su bianco la loro esperienza e farne un documento da diffondere nelle scuole ovvero se hanno fatto riprese o foto si potrebbere creare un documento didattico da proiettare o da mettere su youtube.
Credo che essendo una grande idea debba essere diffusa in ogni modo possibile così che quando verranno in Italia i ragazzi Kenioti ci sia maggior risalto e maggiore successo dell'iniziativa.
Un ultimo suggerimento lo scambio di doni più che vestiti e i-pod io proverei a basarlo su libri .
Ti sono vicino come sempre

Cara Patrizia,
un’iniziativa lodevole e intelligente, senza dubbio. Mi chiedevo se fosse possibile coinvolgere anche gli studenti del Liceo Vivona nell’organizzazione dell’accoglienza degli studenti keniani, il prossimo dicembre, e comunque sarebbe bello mandare una nostra rappresentanza a uno degli eventi già in programma.
Fammi sapere. Un caro saluto.

 

Cara Patrizia, grazie infinite per l'invio dei due articoli e per il sostegno a quest'iniziativa. Fra l'altro, una delle ragazze partecipanti al progetto è una mia alunna del Majorana. Al ritorno mi ha detto che è stata un'esperienza molto forte e che questo viaggio l'ha cambiata profondamente (ma non avevo dubbi, perché è una ragazza molto sensibile).
Un caro saluto e buon lavoro



Molto bene. Avanti così.
Il mondo è grande e complicato e i nostri ragazzi devono essere aiutati a capirne le dinamiche principali.
Iiniziative di questo tipo vanno benissimo, perchè certamente sono state inquadrate in un disegno strategico di formazione e crescita complessiva non episodica.
Un caro saluto.