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Senatore Marino,

mi affido a questa comunicazione aperta per condividere con lei emozioni e
pensieri che affollano la mia mente in queste ore e che, altrimenti,
resterebbero a macerarsi qui. Nel mio animo di donna e dirigente
politico di lunga militanza che al Pd vuole davvero bene, nonostante il
sentimento ormai diffuso che da queste parti godiamo a farci del male.
Ho stima di lei e dei suoi successi professionali e l'altra sera l'ho
ascoltata con attenzione alla festa romana del pd, anche intercettando
nelle sue parole argomenti condivisibili e nuovi. Poi è arrivato il
fatto di Luca Bianchini a scuotere le coscienze di noi che siamo
militanti e politici sì, ma anche donne e uomini tutti nervi ossa e
sangue. Non le racconterò dei giorni e delle notti spesi a far crescere
un circolo nel quartiere tra i più grandi e popolosi di Roma; della
difficoltà di tenere strette le varie anime della Margherita prima e
del Pd ora; della fatica di fare "comunità" in un territori o eterogeneo ed esigente dove la destra da sempre esercita un fascino indiscusso. Delle lunghe file e delle lunghe notti delle primarie.
Delle gioie per i successi e delle sofferenze, ugualmente condivise,
per le sconfitte del partito. Non le racconterò dei tanti giovani e
dei meno giovani che, prima timidamente poi con maggiore confidenza,
hanno bussato al circolo del Torrino solo per chiedere una informazione
sul quartiere o per dare preziosi contributi critici al dibattito
politico. Ecco, Luca Bianchini ai nostri occhi era uno di quei tanti
ragazzi che sei anni fa aveva bussato al circolo con venti euro per
iscriversi e tanta voglia di collaborare. Non ha esibito una fedina
penale che, non certo per nostra responsabilità, sarebbe risultata
comunque pulita. Né aveva con sè esami clinici che certificassero la
sua infermità mentale. Per noi fare comunità vuol dire anche
contaminarci con il territorio, conoscerne pulsioni ed esigenze,
assecondarne umori e coglierne malesseri, tentare di intercettare i problemi e con essi le soluzioni. Perché questa è la politica dal
basso! Ma in questa contaminazione autentica può anche accadere che
una mente malata si nasconda dietro il volto della normalità.. Non mi
meraviglio che la gente attonita si chieda perché accadano queste cose.
O che decine di uomini e donne mi inviino in queste ore parole di
conforto e solidarietà. O che i nostri giovani che con Luca Bianchini
hanno condiviso giorni e notti di impegno, e anche tanto tempo libero,
senza accorgersi della sua malattia, siano oggi scioccati e ne parlino
con angoscia chè a sentirli e a guardarli ti si accartoccia il cuore.
Mi meraviglio invece che su una comunità del Pd così profondamente
colpita e che per questo meritava di essere confortata e rassicurata si
abbatta la mannaia di una brutta polemica politica. Agitata per giunta
da un autorevole esponente di casa nostra. Ben lungi dal dimostrare il
rispetto del medico per l'insondabilità della psiche umana e per
l'animo ferito di tante donne coinvolte. Ma siccome sono certa che
certi giudizi siano stati dettati più dalla scarsa frequentazione di
spazi politici periferici che non dalla volontà di colpire duro, la
invito a spiegare qui, al circolo del Torrino, perché sia stata
invocata in questa tragica vicenda la "questione morale". In questo
modo anche lei, senatore Marino, potrà cogliere tra questa nostra
gente, che è anche la sua gente, la capacità di ascolto la correttezza
e l'impegno che rendono davvero morale questo partito. Al di là delle
sterili polemiche.

Cordialmente

Patrizia Prestipino