| www.patriziaprestipino.it | |
www.noiroma.it Giovedì 01 Luglio 2010 09:35
E’ NATO IL PRESTIPINISMOFenomenologia di Patrizia Prestipino, professoressa prima, politica dopo, donna sempre, assessore ora. E domani chissà. di Michelle Barracuda
PRESTIPINISMO. AMO WALTER, CREDO IN RUTELLI La politica locale, soprattutto a livello provinciale, è un mondo composto da mezze figure, comparse e omuncoli. Lei in mezzo a tutto ciò cammina tenendo premuto il tasto “caps lock”. È già qualcosa. Gli addetti ai lavori cominciarono ad accorgersi di lei quando divenne presidente del XII municipio. Guardando la cartina di questo spicchio di Roma sud si capisce che non è un zona troppa facile da gestire: c’è l Eur con la sua storia, il Torrino con le sue famiglie medioborghesi, ma anche il Laurentino 38 che vuol dire case popolari, disadattati e ampia emarginazione sociale. Un bel calderone. Se la cavò, rimase in sella appena due anni, sufficienti per farsi scortare dalla Digos per dei casini scoppiati proprio nella banlieue da lei amministrata. Qui piantò il seme del veltronismo. PRESTIPINISMO. PROVINCIA CAPITALE Per responsabilità del Pd e di Ciccio Rutelli il suo Campidoglio si è trasformò in una zucca. La sua scarpetta di cristallo Patrizia l’ha ritrovata a Palazzo Valentini, dove, a salvarle la carriere politica ( ma se non piace il termine salvare utilizzate “dare nuovo vigore”) ci ha pensato super Zinga, il Montalbano della politica, ovvero Nicola Zingaretti il futuro del Pd parcheggiato, dal Pd stesso, nel meno utile e più sfigato ente locale: la Provincia. Come se Maradona mandasse Messi a giocare nell’under 21 come fuori quota. Zingaretti ha agitato la sua bacchetta magica e l’ha nominata assessore al turismo,sport e politiche per i giovani. PRESTIPINISMO – IL QUORE NEL PALAZZO ARANCIONE Nel Pd non ci sono solo Veltroni, Rosy Bindi e la Serracchiani che scrivono libri. Anche lei si è cimentata nella narrativa. Un paio di anni fa ha scritto “il quore nel palazzo”, un centinaio di pagine. Un racconto immerso nella sua realtà, con spunti autobiografici, non eccellente nello stile ma di facile lettura. La storia di una sindaco che in una città baciata dal mare prova a fare il suo lavoro tra mille difficoltà. Una storiella che scorre senza intoppi come l’acqua minerale, a tratti stereotipata ( soprattutto nella parte dedicata agli avversari politici) ma che almeno siamo certi sia tutta farina del suo sacco e che ombre di ghost writer non ce ne siano. Nel titolo, il quore nel Palazzo ci sono evidenti tracce del Prestipinismo: la sua intenzione è quella di spostare, senza necessariamente alzare, l’asticella del confronto. Disorientare con garbo, mettere in discussione, fare un po’ di casino come lo farebbe qualsiasi suo studente. Un libro si sa, oltre che leggerlo, bisogna presentarlo. E così, con il quore sotto braccio, le presentazioni fioccano. PRESTIPINISMO – MINUS HABENS Anche il Prestipinismo ha i suoi nemici, detrattori e avversari. Lei li ha accomunati tutti dentro il partito dei minus habens. La denigrazione, si colga la finezza, è a livello intellettivo. Della serie: io sono prof e tu sei rozzo e ignorante. Tra i detrattori avversari ce ne sta uno con il quale proprio non riesce ad andare d’accordo. E’ Mauro Cutrufo, detto Cutrufone per la stazza imponente, senatore della Repubblica e vice sindaco di Roma. I due sono etimologicamente e acusticamente incompatibili. Provate a scandire i loro cognomi ad alta voce e capirete. I motivi degli scazzi sono legati alle politiche sul turismo. Lui, potente senatore, coccola i turisti, organizza convegni alla Luiss, ipotizza parchi a tema, litiga con la Brambilla e manda in giro ragazzi multi lingue aiuta turisti a bordo di bighe elettriche. Lei, che non ha lo stesso potere, contrasta,propone, rompe, critica e tende la mano alla Brambilla ma contro la corazzata i suoi coriandoli arancioni poco possono. Ce l’ha a morte contro il Parco a tema tanto citato dal suo avversario, e che in fondo tutto questo male non farebbe. Dove prende una toppa clamorosa secondo noi è questo scagliarsi con forza contro il Gran Premio di Formula Uno all’Eur. Una contrarietà sospetta, per non dire ideologica. Chissà cosa avrebbe detto o fatto se fosse stato Vuolter a proporre la corsa di auto tra il Laghetto dell’Eur e la Cristoforo Colombo. Secondo noi avrebbe esclamato: “è una ficata”! e nel farlo avrebbe dato il cinque a Veltroni. PRESTIPINISMO – CHE FINE FAREMO? I figli del veltronismo crescono. Certo, il loro padre politico ha fatto una brutta fine, il veltronismo appartiene al passato, è morto e sepolto. Ne fu prova una riunione dei quadri del Pd avvenuta circa un anno. Si ritrovarono in una sala congressi sulla Laurentina per decretare la fine del Modello Roma. Per negare Walter non aspettarono nemmeno che il gallo cantasse tre volte. Gli bastò smaltire la sbornia della sconfitta. I figli del veltronismo, non vogliono fare la stessa fine. Ambiscono a ruoli chiave, responsabilità e voglia di entrare, una volta per tutte, nelle stanze dei bottoni. Per poi rimanerci il più possibile, una aspirazione condivisibile per chiunque faccia politica attiva. Fatta questa valutazione possiamo dire che il Prestipinismo è a un bivio. O si diventa primi a livello locale, o ultimi ma a livello nazionale. Bisogna aspettare tre anni. Il dubbio è: meglio assessore di qualcosa a Roma nel 2013 o un seggio alla Camera? Meglio il fare difficile e complicato in Campidoglio o il non fare ben pagato e a cinque stelle a Montecitorio? In fondo tutti sanno che a Nicola Zingaretti la provincia stia stretta e che non si ricandiderà alla guida di Palazzo Valentini ma cercherà di spostarsi in Campidoglio e lei potrebbe seguirlo. C’è poi una terza via, una ipotesi di cui nessuno parla: voi ve la immaginate la sala del Presidente tutta arancione? Noi no. Patrizia Prestipino secondo noi un pensiero ce lo sta facendo. In fondo Prestipino presidente è un claim già andato in onda.
|
|
|
|