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Italia Nostra

Associazione Nazionale per la Tutela
Del Patrimonio Storico Artistico c Naturale
Sezione di Roma


COMUNICATO STAMPA


ITALIA NOSTRA, col sostegno dei Comitati del Municipio 12, ha ottenuto dal TAR del Lazio un'ordinanza che impone le verifiche igieniche, sanitarie ed ambientali in merito al trasferimento del centro di rottamazione abusivo da Tor di Quinto all’ area del Laurentino - Acquacetosa, area che si trova sopra le falde delle sorgenti dell'acqua minerale S. Paolo.
ITALIA NOSTRA ha presentato al TAR del Lazio una richiesta di sospensiva del trasferimento in oggetto contro l'atto emesso in tal senso dal Commissario delegato dal Presidente del Consiglio, gen. Pinotti ( per la gestione del semestre di presidenza italiana dell'UE ). In data 23 luglio scorso il TAR ha emesso una ordinanza che impone al Commissario, tra le altre richieste, di consegnare in tempi brevi le documentazioni relative alle garanzie dei "profili igienico, sanitari ed ambientali" in ordine alle opere ed ai lavori previsti sull’area del Laurentino.
ITALIA NOSTRA, insieme ai Comitati di Quartiere Ferratella, Giuliano e Dalmata, Tor Pagnotta, Trigoria, Monte Migliore, Selvotta, Colle Parnaso e le Associazioni "Aprile, Oltre il 2000, Laurentum, Gocce Verdi, Consorzio N. Strampelli, La Mimosa, ecc, considera inaccettabile questo ennesimo atto commesso contro gli abitanti ed il territorio del Laurentino che invece di prevedere la valorizzazione e la tutela degli ambiti ambientali ed archeologici esistenti, contro i bisogni e le richieste dei cittadini, continua ad aggiungere degrado a degrado.
Nella stessa zona esistono già un centro di rifiuti dell'AMA, un deposito giudiziario di auto (dove si è prodotto tempo fa un enorme incendio) ed un campo sosta di nomadi. Nessuno si preoccupa della sorte delle sorgenti dell'acqua minerale S. Paolo (neanche sembra la stessa Società che la gestisce con concessione mineraria); né tanto meno delle scelte fatte dall'Ente regionale Roma Natura che, col Piano d'Assetto della adiacente Area protetta, aveva destinato l'intera zona ad "area contigua" per valorizzare e tutelare sia le valenze ambientali che la realizzazione di un futuro grande parco archeologico che risarcisse il Laurentino da tutti gli scempi commessi negli anni passati.
Inoltre perché non si è deciso di collocare il centro di rottamazione in una delle due aree fuori dal GRA già decise dal Comune di Roma ?
Roma 29/07/03

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