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13/10/08 Il ministro Mara Carfagna ha querelato Sabina Guzzanti chiedendole un risarcimento di un milione di euro per le parole offensive pronunciate sul suo conto durante un comizio di piazza. Premesso che la propria dignità di donna e persona non si difende solo a colpi di querela ma dimostrando sul campo quel che si è e si vale, mi chiedo se davvero siamo arrivati al punto di imbavagliare anche la satira, tanto più di una libera e brillante coscienza critica come la Guzzanti. Aristofane e Plauto si prendevano pesantemente gioco di politici ed intellettuali nei teatri e nella agorà. Il pubblico si diveritiva e insieme sviluppava un utile senso critico.Il politico incassava con eleganza ingoiando bocconi amari.. Ora solo una parte di pubblico è ancora capace di divertirsi mentre il politica si indigna e censura..Io credo che il ministro Carfagna, che pure si è sentita legittimamente ferita dalle illazioni della Guzzanti, più che provare in sede legale -ammesso ce ne sia bisogno- l'infondatezza di quelle "volgarità" meglio farebbe a dimostrare sul campo le proprie capacità per mettere a tacere le chiacchiere sul suo conto e dimostrare a questa nostra sgangherata società che esistono altri modi per diventare ministro in soli DUE anni. Oltre le scorciatoie indicate con particolare acrimonia dalla nostra Sabrina nazionale. Se invece il ministro continuerà ad urlare allo scandalo e ad accusare di demenza una mente acuta come la Guzzanti, magari avvalendosi, per schiacciarla, dei potenti legali Berlusconiani, non solo farà del male alla libera espressione della satira ma renderà ancora più evidente questa assurda ANOMALIA della politica chez nous: quella che, al di là di ogni merito personale, parlamentari sindaci e ministri oggi ci si diventa per "cooptazione" illustre e non per la capacità di gestire in modo serio e responsabile le comunità che ci appartengono......E questo ahimè vale da una parte come dall'altra
 

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