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Da Il Messaggero 20/11/2008
Botticelle, cade e muore un altro cavallo
Birillo, 18 anni, si è spaventato in mezzo al traffico rompendosi una tibia

L’incidente davanti al Colosseo: il veterinario lo ha dovuto abbattere. Riesplode la polemica sul servizio turistico di trasporto
birillo

SE I CAVALLI potessero parlare probabilmente sarebbero i primi ad ammettere che è finita un'epoca. Sarebbero i primi a non aggrapparsi a una tradizione tanto affascinante quanto fuori moda.
Lo abbiamo scritto quattro mesi fa quando abbiamo lanciato una campagna contro l’utilizzo delle botticelle nel centro storico della Capitale. E dopo quattro mesi oggi, più di allora, è una barbarie accettare che quei cavalli continuino a trascinare faticosamente le botticelle, intrappolati nel traffico caotico di Roma. È assurdo che le carrozzelle stesse intralcino il già balbettante trasporto pubblico. È inammissibile, in certi torridi pomeriggi d’estate, permettere a quelle povere bestie, nonostante la mutanda d'ordinanza, di poter orinare nelle piazze e nelle strade più belle della Città Eterna.
Ma finora nulla è realmente cambiato all’ombra del Colosseo. L’assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo, finora non ha preso alcuna iniziativa concreta ma soltanto annunci di nuovi regolamenti e più controlli.
Palliativi che non affrontano alla radice la questione: una quarantina di vetturini che in nome di una tradizione, tanto affascinante quanto desueta, pretendono di far sopravvivere un'immagine di quella Roma che ormai non esiste più. E lo fanno, intascando 300 euro a corsa e spesso non rispettando i regolamenti, sulla pelle dei cavalli costretti a trascinare carrozzelle costruite per una città d'altri tempi.
Eppure basterebbe guardarsi intorno e prendere esempio dalle principali capitali internazionali: a New York, Londra e Dublino, solo per fare qualche nome, le botticelle continuano a lavorare, sì, ma solo nei grandi parchi.
Roma in questi ultimi anni è profondamente cambiata. Sono cambiate le sue strade, il suo traffico, il suo inquinamento atmosferico. E se in questa Roma, si vuol continuare a mantenere la tradizione delle botticelle, devono cambiare anche le botticelle.
Le poposte non mancano. La principale, assolutamente bipartisan, è quella di trasferire cavalli e carrozze nelle principali Ville e Parchi di Roma dove, grazie anche ad un adeguata informazione turistica, potrebbero continuare a lavorare senza rischio per nessuno.

Cade in mezzo al traffico: l’ultima corsa di Birillo.


Cade in mezzo al traffico: l’ultima corsa di Birillo
Il cavallo è scivolato mentre trainava la botticella, rompendosi una tibia: abbattuto dal veterinario
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È successo ieri mattina davanti al Colosseo: riesplode la polemica sul servizio
turistico. Monica Cirinnà: «Questi animali non possono sopravvivere tra le auto»

Il sottosegretario Martini: «È incompatibile tutela dei cavalli e traffico»
Il sindaco: «È stato un incidente: mi auguro non ci si voglia speculare»

di DAVIDE DESARIO

Si chiamava Birillo. Ed era un cavallo di 18 anni. Ieri mattina ha fatto la sua ultima corsa. Una corsa attaccato alla botticella numero 104. Come ogni giorno costretto a faticare nel traffico impazzito del centro di Roma. Una barbarie quotidiana alla quale ieri Birillo non è sopravvissuto: si è spaventato per il passaggio di un camion rumoroso, si è imbizzarito, è scivolato e si è rotto una tibia. E al veterinario del Comune di Roma, dopo averle tentate tutte per salvargli la vita, non è restato altro che abbatterlo. E così è riesplosa, più forte che mai, la polemica sulle botticelle romane e sul problema di far coincidere la loro tradizione con il rispetto degli animali e della città stessa.


LA TRAGEDIA ANNUNCIATA
Un incidente? No, checché ne dica il sindaco di Roma, quella di ieri è una morte annunciata. Perché quei cavalli costretti a trascinare su e giù per i sette colli le carrozzelle coi turisti sono dei condannati a morte. Morte violenta come Birillo ieri e come Legoli (a Giugno sul lungotevere) nel traffico impazzito di Roma. Morte lenta, ma ancor più sofferente, degli altri cavalli tra il veleno dei tubi di scappamento, i sampietrini lisci e sconnessi, le sirene delle scorte che schizzano ad ogni angolo del Centro e gli oltre 40 gradi di certe giornate d'estate. Una barbarie quotidiana, come il Messaggero ha ripetutamente denunciato, mascherata da amarcord. Magari sfruttando l'immagine di celluloide di Alberto Sordi e del suo “Nestore” o di Aldo Fabrizi con ”l'Ultima Carrozzella”.
ADDIO BIRILLO.
Erano circa le 9 quando Birillo, da poco uscito dalla sua stalla nell’ex mattatoio di Testaccio, stava percorrendo via di San Gregorio vicino al Colosseo. Come ogni mattina, ferrato a gomma, trainava la botticella numero 104, condotta dal vetturino Rinaldo Vinci. Ad un tratto la botticella è stata superata da un camion, forse dell’Ama. Il frastuono ha spaventato il cavallo che si è come imbizzarrito, una gamba posteriore è scivolata sui sampietrini, e l’animale è caduto in terra fratturandosi la tibia. «Alle 9,30 è stato allertato il servizio veterinario e il medico alle 10 era già sul posto - ricostruisce l’assessore comunale all’Ambiente Fabio De Lillo - Purtroppo essendo stata riscontrata la frattura della tibia posteriore, è stato necessario procedere con l'eutanasia dell'animale dopo averlo anestetizzato». Una scena straziante alla quale hanno assistito centinaia di passanti e turisti. «Qualora il cavallo avesse avuto una lesione meno grave si sarebbe alzato - spiega Luca Tosti Croce, veterinario della Asl RmA - L'intervento chirurgico per questo tipo di fratture è ad altissima difficoltà e con una probabilità di successo praticamente nulla. Il cavallo sarebbe comunque morto perché non si poteva più alzare». L’animale è rimasto per terra per quasi tre ore. E soltanto dopo mezzogiorno la carcassa è stata rimossa.


LE POLEMICHE
La morte di Birillo è l’ultimo episodio di una lunga serie. E inevitabilmente ha scatenato nuovamente le polemiche sull’utilizzo delle botticelle a Roma. In testa, l’ex delegata ai diritti degli animali, Monica Cirinnà: «Birillo non può morire invano - dice il consigliere comunale del Pd - Il fatto che sia caduto dopo il passaggio veloce e rasente di un camion è la prova che non si tratta di un semplice incidente, ma che il cavallo, animale pauroso per natura, non può assolutamente convivere e lavorare tra rombi di moto, camion che lo rasentano e clacson che strombazzano continuamente. Il sindaco Alemanno, la più alta autorità sanitaria del Comune di Roma, ai sensi del Dpr 31/03/79 ha il dovere di tutelare gli animali del suo territorio».
Sulla vicenda è intervenuta anche il sottosegretario alla salute Francesca Martini che nei mesi scorsi ha inviato una lettera al sindaco per chiedere interventi a tutela dei cavalli delle Botticelle: «Confermo la mia grande preoccupazione per una situazione - dice - che, sotto gli occhi di tutti e quotidianamente, evidenzia un inaccettabile fattore di rischio per i cavalli che trainano le botticelle in un traffico caotico e convulso come quello di Roma». E aggiunge: «Questo episodio è un'ulteriore testimonianza di incompatibilità tra norme di tutela della salute e dell'incolumità dei cavalli e il traffico urbano del centro di Roma. Convocherò immediatamente il Tavolo ministeriale sul tema». Un intervento che, evidentemente, non è piaciuto al sindaco di Roma: «Non è il sottosegretario alla Salute Martini che deve decidere cosa succede a Roma - ha dichiarato Alemanno - Da quanto ci risulta è stato un incidente. Mi auguro che non ci si voglia speculare».
davide.desario@ilmessaggero.it



«Questa morte pesa su chi si ostina a mantenere una tradizione inutile»

L’ennesimo scandalo legato alle botticelle romane ha riacceso polemiche e proteste. «Denunciamo da tempo la scandalosa condizione a cui sono sottoposti questi cavalli e i pericoli che il traffico comporta per loro, ma le nostre parole sono sempre cadute nel vuoto - afferma l’assessore provinciale al Turismo, Patrizia Prestipino - Nessun provvedimento reale è mai stato preso dal Comune e stamattina (ieri, ndr) i cittadini e i turisti hanno dovuto assistere all’agonia di questo povero animale. Mi auguro vivamente che qualcuno si assuma almeno la responsabilità morale dell’accaduto».
Duro anche l’Ente Nazionale protezione Animali: «La morte del cavallo della Botticella 104 pesa sulla coscienza di chi ancora si ostina a sostenere che le Botticelle sono una tradizione da mantenere a tutti i costi - dichiara Claudio Locuratolo presidente dell’Enpa di Roma - Il Comune ha assunto una posizione crudele e impopolare».
E intervenuta nuovamente anche la deputata del Pdl Barbara Mannucci: «L’episodio di oggi è l’ennesima dimostrazione che le botticelle non possono più girare per le vie di Roma - dichiara - È ora che chi ha la delega agli animali si occupi di tutelare loro e non il benessere dei vetturini». Per il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, «la soluzione migliore sarebbe rivedere orari e percorsi». Il consigliere comunale del Pdl Luca Gramazio dice: «E’ il giorno del dolore, non quello della speculazione». Ma la Lav ribatte: «Nella nostra città non è garantito il rispetto delle normative a tutela degli animali, - dice Bruno Ceravolo - Il sindaco Alemanno, quindi, al quale inviamo una diffida, ordini la sospensione dell'attività delle botticelle».
D.Des.



La “guerra” alle botticelle spopola su Facebook

La battaglia sulle botticelle conquista anche il web, in particolare nel mondo di Facebook. Il gruppo “Basta Botticelle”, creato ieri pomeriggio subito dopo la morte del cavallo, ha contato ben 40 membri iscritti in pochi minuti. «Per chi ritiene che le botticelle romane siano una crudele e anacronstica tradizione del III millennio che fa male ai cavalli e bene alle tasche dei vetturini...», scirve la fondatrice, l’assessore al Turismo della Provincia, Patrizia Prestipino. Ma “Against Botticelle” già esistente da tempo annovera 125 membri: «Visita Roma - invita - ma senza causare sofferenze agli animali». Ieri è nato anche il gruppo “Basta con la mattanza dei cavalli delle botticelle romane”: «Ho visto le immagini e - scrive Gianluca - e credetemi, la cosa mi ha fatto troppo male». La foto del cavallo Birillo accasciato sui sampietrini compare nel gruppo “Per l’abolizione delle botticelle a Roma”, 36 membri. In tutto sono sei. Solo un gruppo invece difende i vetturini.

Botticelle a Roma, muore un cavallo