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RASSEGNA STAMPA

 

Articolo da www.repubblica.it del 6 Maggio 2008

Milana: "Pronto alle dimissioni ma per il Pd non è un 8 settembre"

Ieri si è dimesso il presidente romano Ciarla. Montino aveva invitato lui e il segretario a lasciare
di Paolo Boccacci

 

Il presidente dell´assemblea del Pd di Roma Mario Ciarla si è dimesso ieri, «per favorire» ha detto «l´aprirsi di una riflessione libera e di una profonda analisi delle ragioni della gravissima sconfitta elettorale alle comunali.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Esterino Montino, in un´intervista a Repubblica, aveva chiesto anche le dimissioni da segretario romano dei Democratici di Riccardo Milana (ndr. per un refuso è apparso invece il nome del deputato Pd Michele Meta) e il via alle assemblee dei militanti.«Per quanto riguarda le assemblee mi sembrano indispensabili» afferma Riccardo Milana «Noi abbiamo già convocato una riunione della direzione e degli eletti, che, ringraziando il cielo, sono più di 200, per la giornata di venerdì».

Si presenterà anche lei dimissionario?
«Io ho già dato la mia disponibilità a dimettermi. Ma non siamo all´8 settembre. E poi sono il coordinatore provvisorio del Pd di Roma. Dovevamo avere un congresso in questa primavera, per eleggere gli organi definitivi. Le elezioni anticipate e lo scioglimento del Consiglio hanno sospeso quelle procedure».

Montino suggerisce una assemblea costituente romana del Pd.
«Penso intanto che ci si dimetta dagli organismi di partito e non su una nota d´agenzia o in qualche articolo di giornale. Montino, che poche settimane fa è stato cooptato nella giunta regionale, ci esorta a fare delle scelte. Il limite della sua impostazione è che non lancia nessuna riflessione. Io penso che noi dobbiamo prima di tutto stabilire che cosa decidere dal punto di vista politico. Quale opposizione fare alla giunta Alemanno, che tra l´altro ha attaccato in modo vergognoso Goffredo Bettini, che è e rimane uno dei punti di riferimento, senza regalare alla destra l´immagine di un partito diviso, rissoso e alla resa dei conti »


C´è il pericolo del gioco delle correnti?
«Penso che in questi mesi abbiamo evitato che prendesse il sopravvento il dibattito tra le correnti. Ed è chiaro che continuerò personalmente a lavorare in questo senso da qualunque posizione avrò. Mi pare anche che usciamo da questo sistema di relazioni se ci facciamo tutti carico della sconfitta. Il tema è capire perché si è interrotto un rapporto con la società romana».

Che rimane di positivo del modello Roma?
«Intanto lo straordinario risultato del Pd, sia alle politiche che alle amministrative. Poi la vittoria di Zingaretti e quella in undici municipi su 19. Ed infine la rivendicazione di quanto di buono è stato fatto in questi anni».
(05 maggio 2008)