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24/10/08 Riflessioni di una studentessa universitaria nell'era Gelmini Berlusconi.
Volentieri pubblichiamo

Il nuovo clima politico invade  ogni aspetto della nostra vita, del nostro
agire in società; spiegare ciò che sta accadendo alla nostra democrazia
sarebbe compito arduo e non definibile, forse ci dovremmo chiedere se esiste
ancora  il concetto democratico e quindi  di libertà.
Studio filosofia a Roma 3, abituata quindi  a studiare il pensiero che non
mi appartiene, insieme ad altri studenti con i quali sto condividendo queste
riflessioni.
Questi giorni c'è un'aria strana, cupa, oserei dire di rivoluzione come
scrisse Thoreau; mi domando cosa sia questa frenesia che scorre, sento delle
voci che bisbigliano,"ci sono i fascisti all'università", ma in che epoca
storica stiamo vivendo domando a me stessa, parliamo di valori, ideali
comuni e ancora parliamo di fascismo? Una delle epoche storiche che crea più
vergogna nel genere umano, eppure per alcune persone non è morto, scorre
nelle loro vene, negli occhi e nei loro gesti.
Mi giro e mi guardo intorno, alzo lo sguardo e li vedo lì colmi della loro
fierezza di essere tutti uguali.
Perché siamo tornati indietro nel tempo? I grandi luminari ci avevano
fraternamente regalato gli strumenti per guardare oltre, per realizzare ciò
che in epoche passate non è stato possibile edificare e invece noi, avido
genere umano, lo abbiamo solo distrutto un'altra volta, il nostro tanto
amato bene comune.
Cammino per i corridoi  della mia università chiedendomi cosa faremo tutti
noi studenti da grandi, visto che stanno  cercando di  bloccare ogni nostro
sogno, un giorno potenzialmente realizzabile.