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Venerdì 13 Giugno 2008  
Bufera sulla tassa di soggiorno,
Alemanno smentisce: inattuabile
Roma è al verde? Facciamo pagare i turisti. Fra le idee che sono state rilanciate, in questi giorni, per ridare ossigeno alle casse del Campidoglio ce n’è una che ciclicamente torna, alimenta il dibattito, poi torna nei cassetti: la tassa di soggiorno. Cosa significa? Significa chiedere a chi occupa una stanza di albergo a Roma di pagare un “contributo” aggiuntivo, come avviene in altre cittadine europee. Ieri il sindaco Gianni Alemanno ha smentito che davvero con il ministro Tremonti si sia parlato di questa ipotesi: «L’ho letta anch’io sui giornali, non so da dove l’hanno presa, non ne abbiamo discusso». L’entourage di Alemanno conferma: «Non è attuabile», anche se poi aggiunge un criptico «per il momento». Per completare lo scenario va aggiunto che in passato aveva ipotizzato - ma solo ipotizzato - questo strumento anche l’allora assessore al Bilancio, Marco Causi, e si era perfino pensato alla cifra (1 euro per ogni stanza di hotel occupata).
Ieri per la tassa di soggiorno sono arrivate solo bocciature. Mauro Pica Villa, vice presidente della Confesercenti con delega al turismo: «Se Roma ha bisogno di risorse si studino altre ipotesi, perché la tassa di soggiorno rappresenterebbe un colpo mortale alla più importante industria romana che pesa per il 16% del Pil capitolino: il turismo. A rischio ci sarebbero investimenti e posti di lavoro. Si consideri che sono circa 20 mila gli occupati di settore nella città, che superano i 100 mila con l'indotto. Vi è poi da considerare che il movimento turistico ha prodotto un volume di spesa pari ad oltre 4 miliardi, generando nel contempo un alto gettito fiscale per lo Stato». Dure anche le reazioni sul fronte politico. Dalla Provincia parla l’assessore al Turismo, Patrizia Prestipino: «Una eventuale tassa di soggiorno per i turisti di Roma sarebbe un provvedimento a discapito della città nato, tra l'altro, fuori dal contesto di concertazione con le associazioni di categoria e le istituzioni coinvolte. Dopo le minacce di ridimensionamento dell'offerta culturale romana che ha sempre fatto da volano al turismo capitolino, un provvedimento di questo tipo andrebbe ad aggravare la situazione». Un altro assessore al Turismo, in questo caso regionale, Claudio Mancini, avverte: «Non ci convince la mezza smentita di Alemanno. Una tassa sul turismo era già stata proposta dal precedente Governo, ma le regioni si sono opposte». Infine, il capogruppo Pd in Comune, Umberto Marroni, dice: «Roma rischierebbe il declino del suo turismo con questa tassa»