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23/10/08 Intervista di Alemanno oggi su Repubblica. Ma in mano a chi stiamo? Al sindaco sembra mancare un piano strategico di governo, esprime concetti contraddittori sul sociale e sull'urbanistica mostrando di non avere la minima idea di come si amministri una città come Roma. Questa è la destra al governo? P. Prestipino

 

Fonte: http://roma.repubblica.it   23 ottobre 2008

Alemanno: "I centri sociali di destra diano l´esempio e chiudano per primi"

"All´Eur Renzo Piano cambi il suo progetto per le torri"
di Paolo Boccacci
«Certo che sono preoccupato per le reazioni alla chiusura dei centri sociali. So che non bisogna fare di ogni erba un fascio, ma non si può nemmeno convivere con un fenomeno che genera emulazione e rischia di aggravarsi sempre di più. Bisogna affrontarlo. Siamo nel pieno dell´emergenza casa. Come posso giustificare davanti a chi non ha casa, che invece permetto ad altri di occupare degli spazi non loro? Però non voglio arrivare a uno scontro frontale. Voglio affrontare il problema caso per caso cercando soluzioni anche insieme agli occupanti».

Il sindaco Gianni Alemanno risponde dalla macchina che lo porta all´aeroporto dove volerà al convegno dell´Anci a Trieste.
Farà sgomberare anche i centri sociali di destra?
«Certamente, non farò differenza, anzi chiederò a quelli di destra di dare l´esempio. Risolveremo il problema sia con sgomberi che con regolarizzazioni, saremo rigorosi».

Berlusconi ha affermato che il ministro dell´Interno Maroni deve impedire le occupazioni degli atenei, come quella alla Sapienza.
«Bisogna garantire a tutti gli studenti la possibilità di scegliere liberamente. Bisogna garantire a tutti il diritto allo studio. Nessuno può negarlo. E poi nei cortei sono anche accaduti episodi di violenza. Gli studenti devono isolare i violenti».

Si dice che sia stato lei a chiedere a Fabiano Fabiani e a Luigi Spaventa le dimissioni dai vertici dell´Acea.
«L´Acea è una società quotata in Borsa, non può essere oggetto di spoils system di nessun tipo. L´unico problema è quello che di fare in modo che ci sia sintonia tra azionista e consiglio di amministrazione. E l´amministratore delegato Mangoni gode la mia piena fiducia».

Sulla poltrona di Fabiani si sederà il presidente dei costruttori romani Cremonesi?
«Stiamo facendo valutazioni».

Sarà Cremonesi?
«Stiamo valutando».


È vero che vuole mandare i nomadi dei campi abusivi fuori dal raccordo anulare?
«Il questore di Roma ha fatto molti interventi per sgomberare gli insediamenti abusivi. Per prima cosa abbiamo allontanato molte persone che avevano compiuto reati e contrastato ogni forma di attività illegale come il commercio abusivo e la prostituzione. Ora dobbiamo spostare i nomadi in pochi campi autorizzati e organizzati su modello di tipo europeo di legalità, solidarietà e integrazione».

Fuori dal Gra?
«Sì, lontani dai centri abitati».

Rutelli le riconosce di aver fatto bene in tema di prostituzione e sicurezza, ma accusa la sua giunta di avere poche idee e di bloccare i progetti già avviati.
«Ringrazio Rutelli per i suoi riconoscimenti su un tema importante come la sicurezza, che dovrebbe avere soluzioni condivise. Ma sui progetti bloccati bisogna aver presenti due fatti. Primo: quando c´è una discontinuità è inevitabile che i piani siano cambiati con cancellazioni come nel caso del Pincio, oppure con modifiche costruttive come nel caso della Festa del Cinema. Senza discontinuità, tradiremmo il mandato degli elettori. Secondo: abbiamo ereditato una macchina comunale ridotta a un limone spremuto sia per l´aspetto finanziario che per quello organizzativo e progettuale».

In che senso?
«Faccio qualche esempio: la Città dello Sport di Tor Vergata la completeremo, ma non si inserisce in nessuna strategia complessiva per l´impiantistica sportiva. Dietro il parcheggio del Pincio non c´era un vero piano di mobilità per il Centro».

Ma perché siete contro il progetto per le Torri dell´Eur di un´archistar come Renzo Piano?
«Quel progetto ci lascia perplessi. Vogliamo modifiche per mantenere l´unità architettonica dell´Eur. Già la Nuvola, che comunque completeremo, è una realtà estranea al contesto. Non vogliamo ripetere lo stesso errore con le Torri di Piano, la cui costruzione deve ancora cominciare. Si è aperto un dialogo con i costruttori e vorremmo avere un confronto con Piano».

Revocherete alla Romeo, Caltagirone & Co l´appalto per riasfaltare le strade di Roma?
«Il famoso appaltone è molto criticato. Si è creato un monopolio troppo forte e esclusivo che non genera però un adeguato coordinamento dei lavori che stanno aggravando il problema del traffico a Roma. Vedremo come uscire da questa situazione non soddisfacente. In ogni caso nel Dpf del Comune, che presenteremo lunedì prossimo, ci saranno i nuovi progetti che intendiamo lanciare".

Quali?
«Uno per tutti, quello del piano di sviluppo del litorale di Ostia».

Costruirete le nuove case popolari sui terreni dell´Agro romano?
«Servono 30-40 mila nuove abitazioni per italiani e immigrati regolari che lavorano Nel nuovo piano regolatore ne sono previste solo 7 mila. le altre le dovremo collocare nel tessuto urbano. Solo quando tutte queste aree saranno esaurite potremo utilizzare quelle di riserva che non saranno aree realmente agricole, ma pratoni incolti tra pezzi di città. Su questa operazione ci metto la mia faccia: da ex ministro dell´agricoltura garantisco che nulla di significativo dal punto di vista ambientale o agricolo sarà sacrificato»

(23 ottobre 2008)