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24/06/06
Non vogliamo averci a che fare
di STEFANO MENICHINI

da > www.europaquotidiano.it

A pagina 9 dell’Unità di ieri si capiva perché c’è bisogno di un Partito democratico, e come debba essere. Non in un articolo politico bensì, guarda caso, in una intercettazione telefonica. Per l’esattezza in un dialogo tra calabresi, alcuni impegnati in politica, tratto dall’inchiesta sull’omicidio Fortugno.
I dialoghi non aiutano (non da soli, almeno) a individuare i colpevoli della morte del dirigente della Margherita, però danno l’idea di cosa possa succedere in un partito se da qualche parte cedono i riferimenti ideali e la sua struttura si fa permeabile.
Parliamo della Margherita.
Non di tutta, naturalmente, e neanche di una sua gran parte. Neppure della Margherita calabrese nel suo insieme, che ieri per bocca del suo segretario Bruno ha ribadito con orgoglio di non avere nulla da rimproverarsi e di avere fiducia nella magistratura.
Pensassimo diversamente da così, non staremmo qui a scriverne.
Però non possiamo girarci dall’altra parte, se nel capitolo ormai gonfio delle vergogne italiane raccontate per telefono entra anche la lotta all’ultima preferenza condotta con ogni mezzo, appoggiandosi a qualunque ambiente, per battere l’avversario ma prima di lui il compagno di partito. Nulla di nuovo. Solo che stavolta c’è scappato il morto, la persona perbene (veramente lo descrivono come «un idiota», che probabilmente è la stessa cosa), quello che non doveva essere eletto e invece ce l’ha fatta. Purtroppo per lui.
Non diamo giudizi sulle persone. Su un sistema però sì. E anche su un certo modo di vivere nei partiti. Non è roba con la quale vogliamo avere a che fare. Per vincere al Sud bisogna imbarcare di tutto? Poi però si raccolgono i frutti. E se sei intercambiabile per le clientele, prima o poi di questa tua disponibilità si accorgeranno anche i ragazzi di Locri.
Smetterai di essere una cosa nuova, tornerai una cosa vecchissima, e non c’è bisogno di arrivare all’intollerabile del crimine: basta un po’ di zona grigia.
Non hanno fatto apparire grigio anche Fortugno? «Una brava persona che non capisce niente».
Chi conosce il Sud garantisce che da questa condanna non si salva nessuno. Centro, destra, sinistra.
Lì la politica o è così o non è, o almeno non vince.
Sarà vero. Ma senza sogni, un po’ di corazza in più si può avere. Una tensione ideale più alta, filtri agli ingressi, una selezione non casuale della classe dirigente, lotta al trasformismo. Insomma, un partito. Se quelli che abbiamo si vivono e sono vissuti come leggeri e provvisori, ecco una buona ragione di farne uno nuovo. Che non sia né leggero né provvisorio, e neanche così debole da aver bisogno, per vincere, di arruolare il primo che passa.

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