«La delinquenza cresce, i furti di auto e moto aumentano, l’arroganza è tanta, e noi spesso ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni», si lamentano i residenti di Tor de’ Cenci e Spinaceto. «All’inizio abbiamo provato a convivere con loro. Questo campo esiste dal ’94 - racconta Marta C., 46 anni - Ma le persone erano diverse. Ora rispetto a ieri, circola la droga. La spacciano e noi abbiamo paura per i nostri figli». Paura e rabbia per quello che può succedere il pomeriggio, quando le mamme vanno a fare la spesa con i bambini, i ragazzi tornano da scuola, dalla palestra, dalla biblioteca. Oppure la sera, quando i giovani rientrano a casa, in quei palazzi alti, anonimi ma accoglienti.
Ma i problemi sono altri. «Abito in questo quartiere da dieci anni - sostiene Laura P., 38 anni - ma negli ultimi tempi la concentrazione delle famiglie rom è diventata insostenibile. Basta percorrere un pezzo di Pontina: è costellata di spazzatura e nessuno interviene». E ce n’è una montagna davanti l’ingresso del campo. «Le notti d’estate è un inferno: quando provano a bruciare queste montagne infinite di rifiuti l’aria diventa irrespirabile, il fumo nero arriva fin sulla strada». E quando vengono bruciati i copertoni delle auto rubate, «è cento volte peggio, non respiriamo nemmeno in casa».
I furti sono aumentati. «Li temiamo, abbiamo paura di ritorsioni se facciamo le denunce - racconta Claudia Garofalo del comitato promotore di Spinaceto - Eppure sono una di quelle persone che questo campo l’ha voluto, ha creduto di poter convivere senza tensioni. Ma oggi è tutto diverso. Il numero dei nomadi è almeno raddoppiato. Le persone sono diverse. Prima rispettavano il luogo in cui vivevano, oggi non più. Il disagio c’è è inutile negarlo. L’importante che non cresca l’odio tra la gente».
«Era da tempo che segnalavamo l’aumento di droga nel campo di Tor de’ Cenci, sia per lo spaccio che per il consumo - sottolinea Patrizia Prestipino, presidente del XII Municipio - Bisogna ripristinare il numero originario del campo che era composto da 260 persone. Ora è raddoppiato e bisogna mandar via i delinquenti. Abbattere le baracche degli abusivi. E cercare di far vivere bene quelli che rimangono». E poi aggiunge «la gente continua a segnalarci che le attività delinquenziali sono in crescita. Operazioni come questa dei carabinieri conferma il fatto che esiste un traffico illecito di droga e che non ci sono tutte brave persone in quel campo. Questo è un campo che bisogna reinventare. Monitorandolo costantemente. E vorrei che fosse autogestito. Insomma un campo simile a quello di Salone, ma più avanzato con servizi sanitari interni».
El.Pan.
Il Messaggero 09/05/07